Nel corso dei secoli la chiesa cattolica romana si è resa colpevole di tante imposture e falsificazioni. Essa, oltre ad avere introdotte dottrine perverse di ogni genere (il primato del vescovo di Roma, la sua infallibilità, l’immacolata concezione di Maria, il purgatorio, per citare solo alcune delle tante), ha fabbricato documenti di vario genere, ha introdotto dei libri non ispirati nel canone della Scrittura, ha falsificato passi della Scrittura, ha falsificato i dieci comandamenti.
La Bibbia ci dice in maniera chiara che Maria era vergine alla nascita di Cristo (cfr. Isaia 7:14; Matteo 1:18-20; Luca 1:27-35). Però non abbiamo nessuna prova che ella sia rimasta sempre vergine. È notevole che, all’infuori degli episodi della nascita di Gesù, la Bibbia parli pochissimo di Maria (cinque volte soltanto) e sempre mettendone in evidenza la posizione umile e subordinata, ben diversa da quella che è venuta ad assumere nella Chiesa Cattolica Romana:
1) Gesù dodicenne a Gerusalemme, quando esprime il suo stupore perché i suoi genitori non hanno pensato a cercarlo subito nel Tempio (Luca 2:41-52).
2) Le nozze di Cana, dove Gesù fa notare a sua madre che non è suo compito di interferire nella missione del Figlio (Giovanni 2:1-12).
3) L’episodio di Maria e degli altri familiari, che vanno a cercare Gesù, ritenendolo “fuori di sé” (Marco 3:21). In questa occasione, Gesù, dolorosamente colpito nei suoi affetti più cari, esclama: “Chi è mia madre, e chi sono i miei fratelli?” (Matteo 12:48).
4) Maria ai piedi della croce (Giovanni 19:25-27).
5) Maria in preghiera con i discepoli a Gerusalemme dopo l’Ascensione di Gesù (Atti 1:14).
Quindi Maria, che era ubbidiente alla volontà di Dio, sapeva benissimo che Egli non desidera che le persone sposate restino vergini (cfr. Matteo 19:4-6; I Corinzi 7:2-5). Allora è vero che la madre di Gesù abbia avuto altri figli carnali. Questo risulta chiaramente dalla Sacra Scrittura:
1) Anzitutto ci è detto nella Bibbia che Giuseppe non ebbe relazioni sessuali con sua moglie fino a quando Maria avesse partorito Gesù, cioè che Giuseppe “non la conobbe finch’ella non ebbe partorito un figlio” (Matteo 1:25), il che esclude la perpetua verginità di Maria. Infatti ciò implica che Giuseppe e Maria si “conobbero” (cioè ebbero rapporti sessuali) dopo la nascita di Gesù.
2) La Bibbia aggiunge che Maria diede alla luce il suo figliuolo primogenito (Luca 2:7). Se avesse voluto dire che Gesù fosse stato figlio unico, avrebbe evidentemente detto: “Maria diè alla luce il suo unigenito figlio”, come nel “Credo” Gesù è appunto chiamato unigenito di Dio.
3) La Bibbia, nel Nuovo Testamento, inoltre, parla spesso dei fratelli e delle sorelle carnali di Gesù. Nel Vangelo di Matteo leggiamo: ”54 E recatosi nella sua patria, (Gesù) li ammaestrava nella lor sinagoga, talché stupivano e dicevano: Onde ha costui questa sapienza e queste opere potenti? 55 Non è questi il figliuol del falegname? Sua madre non si chiama ella Maria, e i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? 56 E le sue sorelle non sono tutte fra noi? Donde dunque vengono a lui tutte queste cose?” (Matteo 13:54-56). Inoltre leggiamo anche: “Mentre Gesù parlava ancora alle turbe, ecco sua madre e i suoi fratelli che, fermatisi fuori, cercavano di parlargli. E uno gli disse: Ecco, tua madre e i tuoi fratelli son là fuori che cercano di parlarti. Ma Egli, rispondendo, disse a colui che gli parlava: Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli? E, stendendo la mano sui suoi discepoli, disse: Ecco mia madre e i miei fratelli! Poiché chiunque avrà fatta la volontà del Padre mio che è nei cieli, esso mi è fratello e sorella e madre” (Matteo 12:46-50). Ed ancora leggiamo: “Dopo questo, scese a Capernaum, egli con sua madre, co’ suoi fratelli e i suoi discepoli; e stettero quivi non molti giorni.” (Giovanni 2:12). Ed ancora leggiamo: “3 Perciò i suoi fratelli gli dissero: Partiti di qua e vattene in Giudea, affinché i tuoi discepoli veggano anch’essi le opere che tu fai … 5 Poiché neppure i suoi fratelli credevano in lui … 10 Quando poi i suoi fratelli furono saliti alla festa, allora vi salì anche lui; non palesemente, ma come di nascosto.” (Giovanni 7:3, 5, 10). Ed ancora: “Tutti costoro perseveravano di pari consentimento nella preghiera, con le donne, e con Maria, madre di Gesù, e coi fratelli di lui.” (Atti 1:14). Dunque, dopo la nascita di Gesù Cristo, quasi ogni volta che la Bibbia parla di Maria, la troviamo insieme ai fratelli di Gesù. Questo ci mostra che vivevano insieme come farebbe ogni famiglia.
La teoria cattolica dei “cugini” di Gesù. - Alcuni cattolici usano un ragionamento complicato, contorto e fra l’altro dicono che i fratelli di Gesù erano in realtà cugini, in quanto, nella Bibbia, la parola “fratello” è talvolta adoperata nel senso di “cugino”. Effettivamente anche nel linguaggio abituale possiamo dare per estensione il titolo di fratelli a tutta la parentela ed a tutto il genere umano. Ma, per quello che si riferisce a Gesù, osserviamo:
1) I Vangeli parlano SEMPRE di “fratelli e sorelle” di Gesù, mentre in greco (la lingua in cui i Vangeli sono stati scritti) vi è il termine per indicare fratello (adelfòs) ed un altro per indicare cugino (anepsiòs).
2) Che importanza poteva avere un elenco nominativo dei cugini di Gesù, insieme alla madre?
3) Vi è inoltre l’episodio di Matteo (al capitolo 12), il quale esclude senz’altro che possa trattarsi di cugini. Infatti Gesù viene informato che sua madre ed i suoi fratelli sono venuti per cercarlo. Si noti che Marco (3:21) precisa: “E quando i suoi parenti udirono ciò, uscirono per prenderlo, perché dicevano: «Egli è fuori di sé»”. Allora Gesù, addolorato, fa osservare alla folla che vi sono dei legami spirituali che hanno maggior valore che quelli del sangue, e risponde: “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli? … Poiché chiunque avrà fatta la volontà del Padre mio che è nei cieli, esso mi è fratello e sorella e madre” (cfr. Matteo 12). Invece, secondo la dottrina Cattolica Romana, Gesù avrebbe voluto dire: “Chi è mia madre e chi sono i miei cugini? … Poiché chiunque avrà fatta la volontà del Padre mio che è nei cieli, esso mi è cugino e cugina e madre“, e così il ragionamento perderebbe tutta la sua forza.
4) Il Vangelo di Giovanni aggiunge che “neppure i suoi fratelli credevano in lui” (Giovanni 7:5). L’evangelista non lo avrebbe sottolineato come motivo di scandalo, se avesse voluto dire che i suoi cugini non credevano in lui!
5) Infine vi è la chiara testimonianza dell’apostolo Paolo, il quale parla del fratello (adelfòs) di Gesù e del cugino (anepsiòs) di Barnaba, dimostrando che egli sapeva benissimo distinguere fra cugini e fratelli: – “e non vidi alcun altro degli apostoli; ma solo Giacomo, il fratello (adelfòn) del Signore” (Galati 1:19); “Vi salutano Aristarco, il mio compagno di prigione, e Marco, il cugino (anepsiòs) di Barnaba …” (Colossesi 4:10a).
Il ragionamento della “Teoria cattolica dei cugini” si conclude affermando che uno dei fratelli fu uno dei dodici apostoli. La Bibbia invece dice il contrario: “Neppure i suoi fratelli credevano in lui” (prima della resurrezione) (Giovanni 7:5). Inoltre, la donna, che secondo questa teoria sarebbe la madre dei fratelli di Gesù, cioè non Maria, era ancora viva ed era seguace di Gesù alla morte del Signore. Ma in tutta la Bibbia non troviamo mai i fratelli con questa donna. Li troviamo invece sempre con Maria, madre di Gesù (cfr. Matteo 12:46; 13:55-56; Marco 3:31; 6:3; Luca 8:19; Giovanni 2:12).
La teoria cattolica dei “fratelli spirituali” di Gesù - Altri cattolici, resisi conto della inconsistenza della “teoria dei cugini”, sostengono che si parla di fratelli spirituali, e non di parenti per legame di sangue. L’apostolo Giovanni dice però: “Neppure i suoi fratelli credevano in lui” (Giovanni 7:5). Se non credevano, non potevano essere fratelli spirituali. La Bibbia, infine, fa sempre distinzione tra i fratelli spirituali di Gesù (i discepoli) e suoi fratelli per diritto di sangue. Un esempio lo troviamo in Giovanni 2:12: “Dopo questo, scese a Capernaum, egli con sua madre, co’ suoi fratelli e i suoi discepoli; e stettero quivi non molti giorni”. Vedi anche Matteo 12:46-50; 13:55-56; Marco 3:31-35; 6:3; Luca 8:19.
Conclusioni - Sul fondamento inconsistente della perpetua verginità di Maria, nel corso dei secoli i filosofi hanno costruito una gran torre di favole. La credenza nella perpetua verginità di Maria sorge insieme al manifestarsi dell’asceticismo. “All’improvviso dilagare delle idealità ascetiche — scrive Giovanni Miegge — e dei tentativi di attuarle, sia in solitudine, sia nelle comunità monastiche, si associa, come è facile presumere, una insolita fervida celebrazione della perpetua verginità di Maria. Agli asceti di ambo i sessi, la Vergine Madre di Gesù offriva il modello ideale, l’immagine ispiratrice, al tempo stesso stimolo e conforto nelle allucinanti veglie e negli sforzi tormentosi dell’autodisciplina della continenza” (Miegge, La Vergine Maria, Torre Pellice, Ed. Claudiana, 1959, pag. 38).
Dire che Maria sia rimasta vergine per tutta la vita, non è affatto onorarla, ma è come dire che Maria non faceva la volontà di Dio. Il solo modo di onorarla è di credere nel suo figliuolo ed ubbidire all’ordine da lei stessa impartito ai servi durante le nozze di Cana: “Fate tutto quel che (Gesù) vi dirà” (Giovanni 2:5).