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Nel corso dei secoli la chiesa cattolica romana si è resa colpe­vole di tante imposture e falsificazioni. Essa, oltre ad avere introdotte dottrine perverse di ogni genere (il primato del vescovo di Roma, la sua infallibilità, l’immacolata concezione di Maria, il purgatorio, per citare solo alcune delle tante), ha fabbricato documenti di vario genere, ha introdotto dei libri non ispirati nel canone della Scrittura, ha falsificato passi della Scrittura, ha falsificato i dieci comandamenti.

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Contro l’adorazione dell’ostia

L’eresia della transustanziazione (che dice che l’ostia che viene usata nella comunione, nelle mani del prete, diventa il corpo, sangue, anima e divinità di Gesù Cristo) ha dato luogo all’introduzione della dottrina che dice che l’ostia é degna di essere adorata.

L’adorazione dell’ostia fu introdotta da Onorio III nel 1220, e fu confermata dal concilio di Trento nel 1551 con queste parole: ‘Non vi è, dunque, alcun dubbio che tutti i fedeli cristiani secondo l’uso sempre ritenuto nella chiesa cattolica, debbano rendere a questo santissimo sacramento nella loro venerazione il culto di latria, dovuto al vero Dio’ (Concilio di Trento, Sess. XIII, cap. V), e così i teologi cattolici insegnano al popolo che l’Eucarestia si conserva nei luoghi di culto [13] della chiesa cattolica perché i fedeli l’adorino. Le conseguenze? Ci sono milioni di persone nel mondo che si inginocchiano davanti all’ostia e l’adorano credendo che essa sia Gesù Cristo stesso e perciò Dio.

Anche per difendere il dogma dell’adorazione dell’ostia il concilio di Trento ha lanciato il suo ennesimo anatema contro coloro che non l’accettano. Eccolo: ‘Se qualcuno dirà che nel santo sacramento dell’eucarestia Cristo, unigenito figlio di Dio, non debba essere adorato con culto di latria, anche esterno; e, quindi, che non debba neppure essere venerato con qualche particolare festività; ed essere portato solennemente nelle processioni, secondo il lodevole ed universale rito e consuetudine della santa chiesa; o che non debba essere esposto alla pubblica venerazione del popolo, perché sia adorato; e che i suoi adoratori sono degli idolatri, sia anatema’ (Concilio di Trento, Sess. XIII, can. 6).

La Scrittura non insegna affatto che noi dobbiamo adorare il pane che rompiamo alla cena del Signore; esso è pane e quindi non è degno di essere adorato.

Gesù disse: “Iddio é spirito; e quelli che l’adorano, bisogna che l’adorino in ispirito e verità” (Giov. 4:24).

Anche Gesù è degno di essere adorato perché Dio dice: “Tutti gli angeli di Dio l’adorino” (Ebr. 1:6) ma anche Lui va adorato in ispirito e verità come il Padre suo.

Che cosa costituisce quindi l’adorazione dell’ostia? L’adorazione dell’ostia non è altro che una delle tante forme di idolatria che é presente in questa pseudochiesa e che la curia romana ordina di perpetrare a danno di milioni di anime nel mondo.

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